Pittore, cartellonista, scenografo, Paolo Fiorindo da sempre predilige le forme raffinate della tradizione jugendstile e neogotica.



Nella mostra appaiono, oltre alle acerbe ninfe e aguane di cui l’artista è perdutamente infatuato, lune eteree e inarrivabili, ritratti siderali nonchè leziosi riferimenti alla migliore letteratura dell’Ottocento, per tacer d’inquieti presagi d’ispirazione etnica.
Ma insomma, spazio finalmente alle belle immagini e basta parole. Se non per rimembrare che il Fiorindo è stato direttore artistico del compianto mensile di cultura e arte “Veneto ieri, oggi, domani”, collabora col Santo di Padova, ha disegnato manifesti per l’ONU e per l’Alpe Adria, è vieppiù impegnato nella decorazione religiosa, funebre e civile.
Negli ultimi vent’anni ha disegnato di tutto, dai francobolli a... beh, quella cosa lì. Ha avuto parte attiva della Compagnia de Calza I Antichi di Venezia, comitato fondatore del Carnevale e, in questi giorni, nella fondazione di un nuovo millenario energico sodalizio che continua la tradizione culturale veneziana e italiana.

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